30) Benda. Il chierico pratico.
La sconfitta del chierico comincia quando egli vuole essere
pratico, quando afferma di non poter ignorare l'interesse della
nazione o della classe. Infatti  proprio l'assenza di valore
pratico che fa la sua grandezza.
J. Benda, La Trahison des clercs [Il tradimento dei chierici,
1927].

 Alludo alla volont del chierico di considerare i propri princip
validi nell'ordine pratico, conciliabili con la salvaguardia delle
conquiste della spada. Questa volont, che affligge la Chiesa e si
pu quasi dire tutti gli idealisti (mi si indichi, dopo Ges, chi
mai si dichiara incompetente nell'ordine pratico)  per il
chierico l'origine di tutti i suoi insuccessi. Si pu dire che la
sconfitta del chierico comincia esattamente nel momento in cui
dice di essere pratico. Dal momento in cui il chierico pretende di
non disconoscere gli interessi della nazione o delle classi
costituite, egli  necessariamente sconfitto, per la ragione ovvia
che  impossibile predicare di cose spirituali e universali senza
minare edifici che hanno per fondamenta il possesso di beni
temporali e la volont di essere distinti. Un chierico vero
(Renan) l'ha detto molto bene: La patria  un oggetto terreno;
chi vuol fare l'angelo sar sempre un cattivo patriota. Cos
vediamo che il chierico che pretende di mantenere le opere terrene
non ha da scegliere che tra due soluzioni: o garantirle e venir
meno allora a tutti i suoi principi ( il caso della Chiesa che
sostiene la nazione e la propriet); o conservare i suoi princip
e portare alla rovina gli organismi che dichiarava di sostenere (
il caso dell'umanitario che vuole salvaguardare l'interesse
nazionale); nel primo caso il chierico si attira il disprezzo del
giusto, che lo taccia di furberia e lo radia dall'ordine dei
chierici; nel secondo crolla sotto i fischi dei popoli, che lo
trattano da incapace, mentre provoca da parte del realista una
reazione violenta e applaudita (come sta succedendo oggi in
Italia). Ne consegue che il chierico  forte solo se prende chiara
coscienza della propria natura e della propria funzione e dimostra
alla gente di avere questa chiara coscienza; cio se dichiara che
il suo regno non  di questo mondo, che questa assenza di valore
pratico  appunto ci che fa la grandezza del suo insegnamento e
che, per la prosperit dei regni che sono in questo mondo, la
migliore morale non  la sua, ma quella di Cesare. Se assume
questa posizione il chierico viene crocifisso, ma  rispettato e
le sue parole ossessionano la memoria degli uomini.
J. Benda, Il tradimento dei chierici, Einaudi, Torino, 1976 2,
pagine 189-190.
